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La Tortuga, una stella che brilla da 35 anni

Danilo Orietta Maria Filippini

Gargnano non è un angolo di Garda qualunque. E’ un paese con un suo carisma da frontiera estrema, e vive ancor oggi una specie di particolare isolamento (soprattutto nella stagione invernale) che lo rende un ideale rifugio esistenziale, una meta perfetta per chiunque sia in fuga dal caos e dalle contraddizioni del mondo. A pensarci bene, probabilmente un ristorante come La Tortuga poteva nascere solo qui: un locale d’acqua dolce, inizialmente fantasticato come covo di pirati, ed in seguito divenuto un rifugio di bohémien e gourmet amanti del bello e del buono. Da quei primi giorni in cui il turismo in Alto Garda ancora era lontano dai numeri odierni, sono passati molti anni: ma lo spirito della vecchia Tortuga è ancora vivo negli occhi, nello sguardo vissuto, nella cordialità di Danilo Filippini, particolarissima figura di ristoratore con la musica fra le dita (è stato un contrabbassista ed un chitarrista jazz attivissimo sul territorio) e nel cuore le radici dell’ospitalità gardesana più autentica. Di Tortuga si sta riparlando in questi giorni per un anniversario particolarmente impegnativo: la famiglia Filippini celebra infatti quest’anno i 35 anni ininterrotti di Stella Michelin. Era infatti il 1980 quando la “rossa” francese decise di assegnare per la prima volta Una Stella al locale, promuovendolo nella premier league della ristorazione made in Garda. E pensare che tutto era cominciato da una semplice osteria di lago che la mamma di Danilo, Teresa, aveva aperto negli anni ’60 per rifocillare i viandanti in transito con il pesce fritto, e che nel decennio successivo venne trasformata in “Dani Sport”, luogo fidato per un buon piatto, un buon bicchiere di vino, e qualche nota di buon jazz improvvisato nelle serate fredde dal proprietario e dalla sua comunità di amici musicisti. E poi, l’incontro tra Danilo e la moglie Maria, destinata a prendere possesso della cucina del ristorante ispirato all’isola caraibica legata alle leggendarie gesta di bucanieri e corsari… Entrambi avevano però già in mente fin dall’inizio un progetto che andava naturalmente oltre un pirotecnico, folcloristico locale di fantasia: così, ecco cominciare i viaggi all’estero, e i corsi, e gli stage in Francia, Svizzera, Lussemburgo, a catturare i segreti dei grandi chef per rielaborarli sulle sponde del Benaco. Così è cresciuta una proposta gastronomica che, come detto, riscuote l’approvazione incondizionata della Michelin da 35 anni a questa parte, senza cedimenti. Una cucina che per le materie prime predilige il lago (“Abbiamo due pescatori a Gargnano che lavorano in esclusiva per noi”, spiega Orietta Filippini, che 12 anni fa si è affiancata ai genitori nella gestione del locale), senza escludere a priori il mare e la terra. I piatti bandiera da provare almeno una volta? Le Fettuccine alla Dani. Gli Spaghettini al Ragout di Pesce di Lago. Il Filettino di Coregone in padella ai Capperi del Garda. E la storica Torta di Pere Tiepida con Gelato. Ma qual è il segreto per durare 35 anni senza accusare i colpi del tempo e delle mode? “Lavorare, senza dimenticare di divertirsi – risponde Danilo Filippini, senza pensarci nemmeno un secondo -. Non ero preparato al successo, ma non ho mai voluto andare oltre le dimensioni che ritenevo ideali: la Tortuga è rimasta la nostra casa, con gli stessi 25 coperti, non di più. Ho dedicato tanto tempo ai viaggi, a fare esperienze: e credo che questo mi abbia ripagato e sia alla base dei consensi che continuiamo a riscuotere. Ed anche di quella Stella che, 35 anni fa, ci ha cambiato la vita”.

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