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San Martino della Battaglia, la riscoperta di una Doc dimenticata

San Martino

Il San Martino della Battaglia è la più piccola area Doc del Lago di Garda: una zona che nel tempo ha sofferto non poco la concorrenza del vicino ed emergente Lugana (la cui area di produzione coincide in gran parte con quella del San Martino), ma che ciò nonostante ha saputo trovare il modo per mantenere la sua particolarissima identità e le sue tradizioni.

Il primo disciplinare di produzione della Doc risale al marzo del 1970, a comprendere i comuni di Sirmione, Desenzano, Lonato e Pozzolengo. Per molti anni, nelle osterie della vicina Brescia, il bianco dei bresciani è sempre stato il San Martino: un nome per altro carico di storia, che identifica un territorio ancora integro ed affascinante, simboleggiato proprio dalla Torre di San Martino, costruita nel 1880 per onorare i caduti della Seconda Guerra di Indipendenza, nell’ambito della quale San Martino fu teatro di una delle più cruente battaglie. Da qui può e deve partire la visita ad una zona il cui destino si è sempre incrociato con la viticoltura, e le cui condizioni climatiche hanno finito col favorire la diffusione di un vitigno difficile da coltivare come il Tocai. Come detto, molti vignaioli sono passati negli anni al Lugana, ed il San Martino ha quasi rischiato l’estinzione. Oggi però le cose sono cambiate: un manipolo di produttori rimasto fedele a questa tipologia ha scommesso sul rilancio del San Martino, che oggi rimane comunque un prodotto di nicchia ma in grado di riservare sorprese assolutamente deliziose.

Attenzione però: non chiamatelo Tocai. Dal marzo del 2007 infatti la Comunità Europea ha assegnato all’Ungheria l’uso esclusivo della denominazione Tocai: e quella medesima uva coltivata anche in Italia ha dovuto trovarsi un nuovo nome dopo secoli di storia. Anche in Italia si è corsi ai ripari: il Friuli ha optato per Friulano, il Veneto per Tai, mentre a San Martino il nome scelto è quello di Tuchì. Ma questo poco potrà influire sulla soddisfazione e finanche la gioia di scoprire un vino per pochi, di grande fascino come il territorio sul quale è prodotto.

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